Tutte le mosse di Draghi per un'Europa in crescita

Il Presidente della Bce, Mario Draghi, ha tenuto oggi a Roma una lectio magistralis in occasione del conferimento da parte della Luiss della Laurea honoris causa in Scienze politiche. Crisi, disoccupazione, crescita e ruolo dell’Europa sono stati alcuni dei punti toccati da Draghi durante il suo discorso (che domani sarà pubblicato integralmente dal Foglio). "La crisi finanziaria mondiale, innalzando drammaticamente e rapidamente la percezione che i mercati avevano del rischio, ha risvegliato brutalmente tutti gli attori da questa lunga, compiaciuta amnesia", ha esordito Draghi. Lo Prete Quel che Draghi ha detto sull'Italia (ma non scritto)
4 AGO 20
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Il Presidente della Bce, Mario Draghi, ha tenuto oggi a Roma una lectio magistralis in occasione del conferimento da parte della Luiss della Laurea honoris causa in Scienze politiche. Crisi, disoccupazione, crescita e ruolo dell’Europa sono stati alcuni dei punti toccati da Draghi durante il suo discorso (che domani sarà pubblicato integralmente dal Foglio).

Crisi - "La crisi finanziaria mondiale, innalzando drammaticamente e rapidamente la percezione che i mercati avevano del rischio, ha risvegliato brutalmente tutti gli attori da questa lunga, compiaciuta amnesia", ha esordito Draghi, "occorre mitigare gli effetti inevitabilmente recessivi del consolidamento di bilancio con una sua composizione che privilegi le riduzioni di spesa pubblica corrente e quelle delle tasse" "specialmente in un contesto come quello europeo – ha poi aggiunto - dove la tassazione è già elevata in qualunque confronto internazionale".

Disoccupazione - L'alta disoccupazione, soprattutto quella giovanile, in alcuni Paesi europei per il Presidente della Bce "ha raggiunto livelli che incrinano la fiducia in dignitose prospettive di vita e che rischiano di innescare forme di protesta estreme e distruttive". Occorrerà "costruire con passione e con rigore un futuro comune in cui le condizioni per la crescita siano più favorevoli, in cui i cittadini sentano valorizzate pienamente le loro capacità, in cui il benessere individuale sia coniugato con quello collettivo".

Crescita – Per farlo l’unica strada è per Draghi quella delle riforme strutturali che “solo la Germania e pochi altri paesi hanno realizzato”. Ma non basta, per ricominciare a crescere e creare una società più solidale queste riforme dovranno mirare a “sciogliere i nodi che imbrigliano la capacità competitiva e soffocano la crescita”. Spazio quindi a “un'efficace promozione e tutela della concorrenza, un adeguato grado di flessibilità del mercato del lavoro che sia ben distribuito tra generazioni, una burocrazia pubblica che non sia di ostacolo alla crescita, un capitale umano adatto alle sfide poste dalla competizione globale, un ambiente migliore sono fronti su cui, malgrado progressi recenti, non poco resta ancora da fare, sia pure in misura diversa nei singoli Paesi”.

In Europa, lamenta Draghi, "da quasi vent'anni è in atto una tendenza alla concentrazione dei redditi delle famiglie che penalizza i più deboli". La crescita del prodotto, secondo il presidente della Bce, "è stata una condizione essenziale per l'affermazione del modello sociale europeo”, ma "oggi la crescita è più debole in alcuni paesi che in altri, non solo perchè il credito è scarso”. “Era più debole anche prima della crisi – ricorda Draghi - nonostante una crescita spesso tumultuosa della spesa pubblica, perchè non si erano volute affrontare fragilità strutturali, di cui oggi dopo la crisi sentiamo tutto il peso".